La crisi delle memorie rischia di mettere fuori mercato gli smartphone con 16GB di RAM

Le battute sui prezzi della RAM che circolano online strappano qualche sorriso, ma la realtà è che la situazione che si profila per il mercato degli smartphone è tutt’altro che leggera.

Secondo le ultime indiscrezioni, già dal prossimo anno i telefoni con 16GB di RAM potrebbero diventare una rarità, mentre nei segmenti più accessibili si assisterà a un ritorno diffuso di modelli con appena 4GB di memoria.

La carenza di componenti e l’aumento dei costi stanno già producendo effetti tangibili. Negli ultimi mesi diversi smartphone di fascia alta sono arrivati sul mercato con listini più elevati rispetto alle generazioni precedenti e, secondo quanto emerge da molteplici fontiindustriali, Samsung starebbe valutando un rialzo dei prezzi anche per la sua gamma di fascia media in India.

Aumento o riduzione delle specifiche

Aumentare i prezzi, però, non è una soluzione applicabile ovunque. Nei mercati più sensibili al costo finale, i produttori tendono a intervenire riducendo le specifiche piuttosto che ritoccare i listini verso l’alto. È in questo contesto che prende forma lo scenario più preoccupante: la progressiva scomparsa degli smartphone con 16GB di RAM, destinati a diventare prodotti di nicchia, e la diffusione di dispositivi con dotazioni più limitate.

I modelli con 12GB di RAM potrebbero ridursi fino al 40% in termini di disponibilità, lasciando spazio a una nuova ondata di smartphone da 6GB e 8GB, con un ritorno significativo anche dei dispositivi da 4GB nei segmenti entry-level. Una scelta che consentirebbe ai produttori di contenere i costi, ma che rischia di rallentare l’evoluzione dell’esperienza d’uso, soprattutto in un contesto software sempre più esigente.

La colpa è dell’intelligenza artificiale

Alla base di questa dinamica c’è la domanda crescente di memoria ad alte prestazioni da parte dei data center dedicati all’intelligenza artificiale. Chip come HBM e GDDR5 DRAM sono sempre più richiesti per sostenere lo sviluppo delle infrastrutture AI, sottraendo capacità produttiva al mercato consumer e facendo lievitare i prezzi delle memorie tradizionali.

Il risultato è un equilibrio sempre più fragile, in cui il settore smartphone si trova a competere con l’AI per risorse strategiche. Nei prossimi mesi sarà chiaro se i produttori riusciranno a difendere configurazioni più generose o se il 2026 segnerà davvero il ritorno di smartphone meno dotati, ma più economici, come risposta a una crisi che va ben oltre il mondo mobile.

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redazione