Huawei chiude il 2025 con un risultato simbolicamente e strategicamente rilevante: il ritorno al vertice del mercato degli smartphone premium in Cina. È quanto emerge dal nuovo report di Counterpoint Research dedicato alle vendite del quarto trimestre 2025 e alle prospettive per il 2026, che fotografa una fase di rinnovata competitività per il gruppo cinese dopo anni complessi.
Il primato

Nonostante nel Q4/2025 il primato nelle vendite complessive sia stato temporaneamente conquistato da Apple grazie al forte impatto commerciale di iPhone 17, Huawei è riuscita a recuperare terreno e a riconquistare la leadership nel segmento premium sull’intero anno. Il dato più significativo riguarda la quota di mercato: Huawei ha chiuso il 2025 con il 16,9% del mercato cinese, in crescita rispetto al 16,5% del 2024, registrando un incremento annuo dell’1,7%. Una progressione apparentemente contenuta, ma estremamente rilevante se letta nel contesto di un mercato altamente competitivo e maturo come quello cinese.
Secondo Counterpoint, il risultato è stato influenzato anche da una tempistica non ideale nel lancio della serie Mate 80, arrivata più tardi rispetto ai principali concorrenti e penalizzando in parte le performance del quarto trimestre. Tuttavia, l’inizio del 2026 ha mostrato segnali molto positivi, con un netto rimbalzo sostenuto anche da una nuova tornata di sussidi governativi che ha favorito la domanda interna.
Il successo commerciale della serie Mate 80 si inserisce in una strategia più ampia, che vede Huawei rafforzare progressivamente le proprie competenze chiave, a partire dallo sviluppo dei chip 5G proprietari fino all’integrazione di funzionalità software avanzate e strumenti di intelligenza artificiale. La combinazione tra hardware evoluto, AI on-device e un forte controllo dell’ecosistema tecnologico sta consentendo al brand di ricostruire un vantaggio competitivo strutturale.
Uno sguardo al 2026
Il ritorno di Huawei al primo posto nel mercato premium cinese non rappresenta solo un risultato di breve periodo, ma un indicatore della capacità dell’azienda di affrontare e superare le difficoltà degli ultimi anni. Se il trend osservato a inizio 2026 dovesse consolidarsi, il gruppo potrebbe rafforzare ulteriormente la propria posizione non solo in Cina, ma anche nella competizione globale nei prossimi cicli di mercato.