Huawei FreeClip 2: più leggere, più compatte e con un audio migliorato (recensione)

Huawei porta sul mercato le FreeClip 2, la seconda generazione dei suoi auricolari open-ear dall’originale design “a orecchino” (o, più tecnicamente, C-Bridge). Il produttore si è mosso su due piani: quello estetico, per rendere le cuffiette ancora più piccole e leggere, e quello tecnologico, per evolverne le funzionalità. Un notevole lavoro di ingegneria che ci consegna un prodotto più compatto e leggero con, allo stesso tempo, una qualità audio migliorata.

Analizziamo le FreeClip 2 nel dettaglio.

Design

L’elegante custodia delle FreeClip 2 (che assomiglia sempre di più a un piccolo porta gioie) è stata resa ancora più piccola rispetto alla generazione precedente. Un risultato ottenuto ripensando completamente il modo in cui gli auricolari vengono alloggiati all’interno della custodia che devono essere disposti (al contrario) quasi a formare una croce. La soluzione consente di occupare meno spazio complessivo ma non è particolarmente intuitiva e le prime volte vi darà qualche complessità.

Estrarre gli auricolari rimane invece estremamente semplice: basta afferrarli dall’unità speaker e indossarli con naturalezza. Anche se posizionati uno molto vicino all’altro e quasi incrociati, estraendone uno, l’altro resta regolarmente al suo posto. Nella generazione precedente, invece, gli auricolari erano posizionati frontalmente verso il basso per facilitarne l’estrazione.

Un altro dettaglio è la riduzione delle dimensioni della parte laterale a forma di “fagiolo”, che contribuisce in modo significativo alla maggiore compattezza delle cuffie. La curva morbida permette agli auricolari di adattarsi delicatamente all’orecchio.

La qualità costruttiva resta di altissimo livello. Le colorazioni risultano fresche, la finitura è curata nei minimi dettagli e la scelta di una piacevole texture per la custodia si rivela azzeccata. È una soluzione che riduce la necessità di una cover protettiva aggiuntiva, perché la superficie non si graffia facilmente. Un piccolo rammarico riguarda la gamma cromatica: rispetto alla generazione precedente, che offriva tonalità più vivaci come il rosa oro o il viola, questa nuova versione punta su blu, bianco e nero. Se prima le FreeClip erano anche un accessorio di moda, ora l’approccio è decisamente più minimalista.

Qualità audio

L’immediata impressione relativa alla qualità sonora è sorprendentemente positiva, al punto da avvicinarsi, se non superare, quella di molti auricolari in-ear. Le voci risultano nitide e graffianti, mentre medi e alti sono riprodotti in modo molto equilibrato. All’interno trova spazio un potente driver dual-diaphragm da 10,8 mm, capace di coprire una risposta in frequenza che va dai 20 Hz ai 20 kHz. Il risultato è un basso più deciso e incisivo rispetto alla generazione precedente.

Un altro vantaggio della configurazione a doppio driver è il volume massimo, sensibilmente più elevato, tanto che in molte situazioni (soprattutto quando si guardano video su YouTube o si ascolta musica) non è consigliabile regolarlo al massimo, perché eccessivo e perché, come nel modello precedente, chi ci sta vicino potrebbe ascoltare il suono della nostra cuffia. A contribuire ulteriormente alla resa sonora è il design del C-bridge. Gli auricolari si agganciano all’orecchio con maggiore stabilità e l’unità speaker risulta orientata direttamente verso il condotto uditivo, dando una sensazione d’ascolto molto simile a quella degli auricolari in-ear.

È presente anche una funzione chiamata Volume Adattivo (in modalità sperimentale), già vista su prodotti come gli AirPods Pro. Tuttavia, non si tratta di una funzione particolarmente convincente. Negli auricolari open-ear il suono ambientale non è completamente isolato e l’idea di una regolazione automatica del volume è difficilmente calibrabile.

Comfort di utilizzo

Uno dei punti di forza degli auricolari open-ear è da sempre il comfort, e le FreeClip 2 non fanno eccezione. Ogni auricolare pesa solo 5,1 grammi. Sebbene una differenza di mezzo grammo rispetto alla generazione precedente possa sembrare trascurabile, il risultato finale è una sensazione di leggerezza ancora più marcata. Non essendo inseriti nel canale uditivo, la loro presenza è quasi impercettibile anche dopo diverse ore di utilizzo. Davvero non ci si ricorda di indossarli dopo averli posizionati da pochi minuti.

I controlli touch sono distribuiti su due aree: il bridge e la parte a forma di fagiolo. I tocchi sul bridge consentono di gestire diverse funzioni durante la riproduzione musicale, mentre la regolazione del volume avviene scorrendo il dito verso l’alto o verso il basso sulla superficie del “bean”. È una soluzione intelligente, ma richiede un minimo di attenzione: uno scorrimento troppo deciso può spostare leggermente l’auricolare, rendendo necessario un piccolo aggiustamento manuale.

Funzioni

Le FreeClip 2 integrano una NPU dedicata all’elaborazione AI, utilizzata per funzioni come il controllo automatico del volume e il miglioramento adattivo della voce. Al momento, come detto, queste funzioni risultano ancora sperimentali e non completamente disponibili per l’uso quotidiano, sebbene possano essere attivate tramite l’app dedicata.

Gli auricolari sono simmetrici, quindi non esiste distinzione tra sinistro e destro: possono essere indossati indistintamente su entrambe le orecchie. È una scelta progettuale apprezzabile. Sono presenti anche controlli basati sui movimenti della testa, che permettono ad esempio di accettare una chiamata annuendo o rifiutarla scuotendo il capo.

L’applicazione offre numerose altre funzioni, tra cui profili di ascolto personalizzati, il rilevamento dell’indossamento e la possibilità di ritrovare gli auricolari in caso di smarrimento.

Il nostro giudizio

Le HUAWEI FreeClip 2 possono essere considerate a tutti gli effetti auricolari open-ear di livello flagship. La qualità costruttiva e l’esperienza d’ascolto testimoniano un’evidente attenzione all’innovazione, sia nella scelta dei materiali sia nella cura delle finiture. Anche l’unità speaker è realizzata con grande precisione, mentre il sistema di controlli risulta sorprendentemente ben studiato, soprattutto considerando quanto sia sottile l’area del C-bridge.

I miglioramenti apportati nella seconda generazione di questi auricolari sono evidenti. Se la prima versione poteva essere considerata un esperimento, anche se ben riuscito, la seconda appare più convincente e solida in tutte le sue caratteristiche. Permane qualche limite fisiologico, dato dalla particolare forma delle cuffie, ma i pro sono marcatamente più numerosi dei contro. Ed è per questo che le Huawei FreeClip 2 si guadagnano il nostro Award

Per chi è alla ricerca di un paio di auricolari open-ear di alto livello, le FreeClip 2 meritano senza dubbio di essere prese seriamente in considerazione.

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